Scatti

Blog powered by TypePad
Iscritto da 08/2005

Google Talk

04/05/08

I knew all the rules, but the rules did not know me

GUARANTEED

On bended knee is no way to be free
Lifting up an empty cup, I ask silently
That all my destinations will accept the one that's me
So I can breathe...

Circles they grow and they swallow people whole
Half their lives they say goodnight to wives they'll never know
Got a mind full of questions, and a teacher in my soul
And so it goes...

Don't come closer or I'll have to go
Owning me like gravity are places that pull
If ever there was someone to keep me at home
It would be you...

Everyone I come across, in cages they bought
They think of me and my wandering, but I'm never what they thought
I've got my indignation, but I'm pure in all my thoughts
I'm alive...

Wind in my hair, I feel part of everywhere
Underneath my being is a road that disappeared
Late at night I hear the trees, they're singing with the dead
Overhead...

Leave it to me as I find a way to be
Consider me a satellite, forever orbiting
I knew all the rules, but the rules did not know me
Guaranteed

Parole/Music: Ed Vedder

22/04/08

Il NO come azione creatrice

Da parecchi decenni la destra americana si è fatta paladina dei poveri e delle classi medie declassate..: impoverire i deboli, e scaricare su altri la responsabilità dell'impoverimento. […] Il risentimento che generalmente appartiene alle sinistre è passato a destra […]
Il risentimento ha infatti bisogno, per continuare a infiammare, di un'indignazione che non scema e anzi si dilata, indipendentemente dai risultati elettorali. L'uomo del risentimento rinasce contemplando se stesso, e il se stesso che contempla è non solo insoddisfatto ma eternamente marginale, minoritario, vittima di un'élite dominante che lo tiranneggia e l'imbavaglia. Dell'élite fanno parte i liberal americani (le sinistre europee) e il loro potere è considerato enorme, soffocante, invincibile. Essi agiscono attraverso i giudici, gli universitari, i giornalisti, gli intellettuali, anche quando questi ultimi si spostano a destra. […]
La sinistra ha molto da fare, se vuol arrestare la parte menzognera dell'esodo e convincere i fuggitivi che ha perduto per propria insipienza, per propria incapacità di dar risposte razionali alle nuove povertà, ai nuovi bisogni popolari. Si tratta di ricominciare a parlare di economia, di malaffare, di legalità, obbedendo inflessibilmente al principio di realtà. Si tratta di denunciare il potere dove realmente si esercita. Si tratta di rivalutare la sicurezza, senza criminalizzare i giudici ma rendendoli più rapidi e presenti in un settore – l'immigrazione – che sarà sanato dalla legge uguale per tutti oltre che dall'ordine. Si tratta di dire le cose come stanno: è la più appassionante delle avventure, se solo si designa l'avversario senza aver paura della falsa paura che si incute.
[Barbara Spinelli, L'esodo dei poveri da sinistra a destra, La Stampa]

A tutti quelli che in questi giorni si aggirano attoniti, stupiti della consistente confluenza del voto a destra di quelle fasce sociali storicamente rappresentate dalla sinistra, segnalo questo interessante contributo di Barbara Spinelli.
A mio avviso andrebbe esplorato anche il voto espresso della provincia che potrebbe aggiungere ulteriori elementi di riflessione☺.

17/04/08

Tedio informale

"[...]Aveva l'impressione di non aver mai vissuto tanto alla giornata come adesso. L'aveva già notato parecchie volte: più aveva problemi pressanti, che lo assillavano con la loro urgenza e gravità, più il suo cervello faceva il morto. Allora si metteva a vivere di inezie, estraneo e noncurante, spogliandosi di ogni pensiero e di ogni qualità, con l'anima sgombra, il cuore vuoto, la mente sintonizzata sulle lunghezze d'onda più corte. [...] Ma con il passare dei giorni l'indifferenza faceva danni impercettibili per cui tutto in essa scoloriva. Gli esseri umani diventavano trasparenti, tutti identici a forza di sembragli lontani. Finchè, giunto a un qualche termine del suo informale tedio, lui stesso non si sentiva più alcuna densità, alcuno spessore, e si lasciava portare in balia della quotidianeità altrui, più disposto a fare agli altri una gran quantità di favori proprio perchè divenuto loro perfettamente estraneo" [Fred Vargas, L'uomo dei cerchi azzurri, Einaudi]

Caro commissario Adamsberg vogliamo parlarne?

 

04/12/07

hei, john

Sarà pure la pubblicità di un computer ma ... davvero niente male :)

07/10/07

Questioni di stile

Concordo con Esvaso, questo spot mancava anche a me.
Una bella lezione di stile

Cuore di donna

«In passato avevo subito l’atteggiamento maschilista dei media, per cui una donna si giudica per il fisico e il vestito e non per quel che è e fa. Sono stata presa sul serio. [...] Ho avuto apprezzamenti anche per la mia femminilità, che mi hanno fatto piacere. Staino mi ha lusingata, con quella vignetta in abito da sera. È stato pure notato che porto i capelli più lunghi. Mi hanno chiesto se mi ero innamorata». Rosy Bindi, Corriere della Sera


 

25/09/07

Politica, anti-politica, contro-politica

[...] Politici e giornalisti ne discutono animosamente ma non sembrano comprendere tali fenomeni, e di conseguenza ne sottovalutano la forza. Più precisamente, non vedono i tre ingredienti che hanno dato fiato e potenza al fenomeno Grillo. Primo ingrediente, la complicità che lega il giornalista classico al politico, e che ha chiuso ambedue in una sorta di recinto inaccessibile: il giornalista parla al politico e per il politico, il politico parla al giornalista di se stesso e per se stesso, e nessuno parla della società, che ha l’impressione di non aver più rappresentanti [...] Barbara Spinelli, Il vero antipolitico? E' il Palazzo, La Stampa , 23.09 2007

Una coraggiosa e utile lettura che ripropone la questione "Grillo" in uno scenario più ampio.  A ben leggere anche la questione "internet" viene "ridimensionata" - nell'articolo è appena citata - e, secondo me, proprio per questo "valorizzata".

21/09/07

Quel modo ... molto maleducato

<<Bertha, come puoi amare Alfred?>>
Mi guardò stupita per un attimo, poi le ritornò subito sulle labbra l'abituale lieve sorriso.
Chiese sarcastica: <<Che cosa ti fa supporre che lo ami? [...] La tua saggezza ti suggerice forse che io debba amare l'uomo che sposerò? Niente di più sgradevole al mondo. Litigherei con lui; ne sarei gelosa; e il nostro
ménage verrebbe condotto in modo molto maleducato. Un pizzico di silenzioso disprezzo contribuisce grandemente all'eleganza della vita>> [George Eliot, Il velo strappato, da Il velo strappato e altre storie, 2007 La Tartaruga Edizioni]

Solo lo stile lascia supporre che il dialogo sia stato scritto in epoca vittoriana. Ma la Eliot, in "modo molto maleducato", riesce ancor oggi ad essere soprendente.  In un momento in cui la  questione torna alla ribalta, chissà mai che possa essere un'utile riflessione :) 

18/09/07

Niente da perdere

ore 7.00

"Hanno detto che il tema principale di tutti i miei film è la differenza tra la realtà e la fantasia. In effetti è un tema che ricorre molto spesso, e penso dipenda essenzialmente dal fatto che odio la realtà. Ma sai, purtroppo la realtà è l'unico posto in cui possiamo mangiarci una bella bistecca per cena". [Woody Allen, Interviste di Stig Bjorkman, Ed. Minimum fax]

Concordo :)

ore 8.00
Dopo 2 ore che son sveglia, mi sono accorta  che oggi è il mio compleanno. Disagio di invecchiare o allergia alla "routine"?

ore 8.30
Non ho potuto fare a meno di compiacermi per le parole di Prodi ieri sera  a "porta a porta". Mi han fatto venire in mente una canzone di Zucchero

" Non ho niente da perdere/Tranne che perdere me/Che non voglio piu perdere" Zucchero, Niente da perdere

10/09/07

Risposte semplici e problemi complessi

A proposito del V-day, lucido l’articolo di Serra su la Repubblica.
Ma il retrogusto che rimane da questa scorpacciata mediatica secondo me è reso benissimo dalle parole da Blog Notes:

“i messaggi che muovono le masse tendono a coincidere sempre con la risposta più semplice ai problemi complessi (quella che in genere appare subito condivisibile, ma è sbagliata o non risolve nulla). Per me la scommessa della Rete è, al contrario, nella capacità diffusa -che era solo di nicchia nei media tradizionali- di portare messaggi più complessi a singoli individui e di far crescere il collettivo, che è diverso dalla massa.” [Coffe Notes, Giuseppe Granieri]